Generalmente, la persona arriva da un counselor quando ha un problema, un quesito da comprendere e risolvere, oppure un progetto, un sogno, che non sa ancora come realizzare.

Il counselor si occupa della persona relativamente a quel tema specifico e attuale che porta.

Secondo la nostra impostazione l’intervento di counseling deve garantire una efficacia in un tempo breve, da 1 a 12- 14 incontri, e il colloquio si svolge per fasi progressive in termini di tempo, tutte imprescindibili per la riuscita dell’intervento, ciascuna articolata in più punti cardine.

Nel nostro modello il cliente lavora in ogni incontro nell’esplorazione del tema problematico, nella costruzione del suo nuovo progetto – scopo e nella individuazione e sperimentazione di nuove azioni concrete.

Le fasi fondamentali della mappa del colloquio psicocorporeo relazionale sono 6, qui di seguito sintetizzate.

Inizialmente si parte dall’accoglienza della persona; si ascolta quello che porta e come lo porta; poi, dopo aver preso informazioni mirate a contestualizzarne il tema/evento iniziale, si passa ad esplorarlo attraverso diversi stati di ascolto che scoprono e sondano i propri mondi interiori, una fase in cui la persona è facilitata e aiutata a porsi domande, fare connessioni e focalizzare gli aspetti per sé importanti e difficili; quindi si passa ad un atto trasformativo in cui la persona si sposta dal problema e procede ad individuare, definire e scegliere “cosa vuole per sé di diverso”, lo chiamiamo  “scopo positivo, definito, concreto”; dopo questa fase è fondamentale attivare una motivazione interna significativa e vera;  si procede dunque a focalizzare una serie di passi concreti, uno alla volta esplorati, scelti e verificati insieme al counselor,  li chiamiamo “sottoscopi” progressivi del nuovo progetto. Ogni nuovo passo del cliente ha necessità di un’attenzione chiara ed efficace sul piano motivazionale.

Il sostegno del counselor nell’accompagnare il cliente nel proprio viaggio al contempo, interiore e pragmatico consiste nell’ascoltare nel modo più “ decondizionato” possibile il cliente; nel seguire il suo flusso narrativo ed espressivo; nell’orientarlo e guidarlo in nuovi spazi di ascolto ed esperienze trasformative in modo rispettoso, fiducioso ed efficace; nel cogliere e valorizzare tutte le risorse che la persona ha a disposizione e altre che può incrementare; nell’incoraggiare quella tendenza attualizzante che la persona possiede anche quando soffre di creare, costruire e scegliere un nuovo progetto per sé; nell’accompagnarlo a sperimentare concretamente nuovi comportamenti e nuove azioni e nel prendersi cura dell’attivazione motivazionale organismica necessaria che comporta ogni processo di cambiamento.

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