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A partire dagli studi di J. Piaget fino alle più avanzate ricerche nel campo del cognitivismo, l’interesse di Olos si è focalizzato sullo studio dei processi di funzionamento, di disfunzione e di cambiamento umano nella prospettiva dialettica (il cui fine è quello di unificare i sistemi con cui l’individuo elabora i dati) e costruttivista (approccio che coinvolge gli individui in un apprendimento attivo; lavora su progetti che consentono un controllo della propria attività e quindi l’innescarsi di meccanismi di feedback importantissimi al rinforzo delle strutture motivazionali).

Con particolare attenzione ai seguenti temi:

1. l’attenzione, quale risorsa per produrre nuove consapevolezze e nuovi significati;

2. l’elaborazione dei processi cognitivi automatici e la loro influenza sull’esperienza cosciente, sul pensiero e il comportamento;

3. l’organismo, quale elaboratore di informazioni a più livelli coscienti e non, seriale e in parallelo;

4. la memoria, quale processo dinamico e ricostruttivo dell’esperienza utile per la risoluzione di problemi e una visione differenziata dell’esperienza;

5. la metacognizione, quale processo di riflessione sulle percezioni e i pensieri, nella creazione di nuovi significati;

6. l’immaginazione, la visualizzazione, il sogno.

 

L’importante contributo relativo allo studio del sistema di pensiero dell’uomo e di come questo influenzi le risposte emotive e comportamentali dello stesso deriva dagli studi di Albert Ellis e Aaron Beck, padri fondatori di quella che oggi è la Psicologia Cognitiva.

Nel lavoro coi suoi pazienti, Beck cominciò a notare come tipicamente ad ogni disturbo, malessere o disagio della persona corrispondessero dei pensieri negativi: idee negative su se stessi, sul mondo e sul futuro.

Questo tipo di cognizioni, chiamate “pensieri automatici”, provocano “distorsioni cognitive” ovvero errori che si commettono nella lettura e nell’interpretazione della realtà, generando stati emotivi e comportamenti inappropriati o negativi. Notò anche come dietro questi pensieri automatici, a carattere più estemporaneo e più legati all’esperienza presente, ci fossero delle “credenze” sviluppate e consolidate nel tempo.

Insieme ad Ellis svilupparono una metodologia di intervento, chiamata Tecnica ABC, per rendere la persona consapevole di come i suoi pensieri di valutazione degli eventi che accadono in una certa situazione determinano le emozioni spiacevoli che prova. La tecnica, molto semplice nella sua applicazione, aiuta la persona a prendere coscienza di cosa è successo, quali sono gli antecedenti che hanno portato a quell’evento, cosa ha provato in termini emotivi, come ha agito o reagito in termini comportamentali e quali erano i pensieri che aveva in quel momento. Attraverso una fase di “riflessione” sul proprio sistema di pensieri, si aiuta la persona a capire da dove questi possano arrivare, da che tipo di credenza più generale possano nascere e, attraverso opportune domande, a metterli in discussione per eventualmente poi scegliere di modificarli.

Nel Counseling PsicoCorporeo Relazionale questo tipo di tecnica è stata rivista ed ampliata con ulteriori passaggi di integrazione e di connessione e viene utilizzata all’interno del colloquio come strumento di approfondimento e focalizzazione sul mondo cognitivo della persona.